{"id":7316,"date":"2016-05-25T09:36:57","date_gmt":"2016-05-25T07:36:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.convittocampanella.edu.it\/wbs\/?page_id=7316"},"modified":"2016-05-25T09:36:57","modified_gmt":"2016-05-25T07:36:57","slug":"la-storia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.convittocampanella.edu.it\/wbs\/la-storia\/","title":{"rendered":"La Storia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>STORIA DEL CONVITTO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-7317\" src=\"https:\/\/www.convittocampanella.edu.it\/wbs\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/storia_convitto_01-300x210.png\" alt=\"storia_convitto_01\" width=\"300\" height=\"210\" srcset=\"https:\/\/www.convittocampanella.edu.it\/wbs\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/storia_convitto_01-300x210.png 300w, https:\/\/www.convittocampanella.edu.it\/wbs\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/storia_convitto_01-180x126.png 180w, https:\/\/www.convittocampanella.edu.it\/wbs\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/storia_convitto_01.png 407w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/strong>La storia del Convitto comincia nella seconda met\u00e0 del Cinquecento, quando Reggio viveva un periodo di transizione all\u2019indomani del Concilio di Trento: incursioni turche, diffusione dell\u2019eresia valdese, depressione dell\u2019economia rurale erano gli elementi di maggiore rilievo nel quadro generale della situazione cittadina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella viva speranza di risolvere gran parte dei problemi, l\u2019Arcivescovo Gaspare Ricciulli dal Fosso, illustre prelato di nobili origini, nato a Rogliano nella Calabria Citeriore l\u2019anno 1500, frate dell\u2019Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola, uomo insigne per<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ingegno, per dottrina, per piet\u00e0, teologo sommo, decideva di dedicarsi all\u2019istruzione dei giovani reggini. Dopo aver fondato con l\u2019aiuto dei Domenicani il Seminario dei Chierici, promuoveva la realizzazione di un Collegio dei Gesuiti per l\u2019educazione dei laici. Figure fondamentali per la creazione della scuola erano il Regio Commissario Pirro Antonio Pansa, inquisitore che procurava i fondi e le autorizzazioni, ed il padre Nicol\u00f2 Bobadilla, che raccoglieva aiuti di varia natura e convinceva i notabili della citt\u00e0 circa l\u2019utilit\u00e0 dell\u2019istituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7318\" src=\"https:\/\/www.convittocampanella.edu.it\/wbs\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/storia_convitto_02-300x183.jpg\" alt=\"storia_convitto_02\" width=\"300\" height=\"183\" srcset=\"https:\/\/www.convittocampanella.edu.it\/wbs\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/storia_convitto_02-300x183.jpg 300w, https:\/\/www.convittocampanella.edu.it\/wbs\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/storia_convitto_02-180x110.jpg 180w, https:\/\/www.convittocampanella.edu.it\/wbs\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/storia_convitto_02.jpg 572w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>La costruzione inizi\u00f2 il 2 febbraio 1564.\u00a0Il progetto, approvato dal <em>faber cementarius <\/em>dell\u2019ordine gesuitico, l\u2019architetto Giovanni Tri- stano, prevedeva la realizzazione di una struttura su due livelli, costruita sui ruderi delle case che circondavano l\u2019antica chiesa di San Gregorio Magno. La peculiarit\u00e0 di questa chiesa era dovuta all\u2019impostazione planimetrica, poich\u00e9 sorgeva sulla sottostante chiesta bizantina degli Ottimati,\u00a0 \u00a0determinando\u00a0 \u00a0cos\u00ec\u00a0 \u00a0un\u00a0 \u00a0organismo\u201cdoppio\u201d, non<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">certo definibile tipologicamente come unica unit\u00e0 edilizia, da accostare agli impianti \u201cgemini\u201d delle chiese medievali o alle cattedrali \u201cdoppie\u201d dello stesso periodo. Le due strutture erano autonome, con caratteri planimetrici, architettonici e decorativi che ne segnavano la diversa periodizzazione. La pianta degli Ottimati conservava elementi del primo impianto bizantino. Il San Gregorio, modificato rispetto alla struttura di et\u00e0 normanna, si configurava come una chiesa ad aula, di modeste dimensioni, con due file di cappelle sporgenti all\u2019esterno, cedute a notabili della citt\u00e0 ed era conclusa da un\u2019abside rettangolare; un corridoio nella zona retrostante la collegava al Collegio. Nella soluzione planimetrica del complesso gesuitico di Reggio, il Collegio presentava la netta separazione della parte di edificio destinata alle scuole da quella destinata alle comunit\u00e0, ciascuna delle quali inquadrata da una corte. Le scuole avevano un proprio ingresso sulla via Incoronata, parallelamente all\u2019ingresso della Chiesa; l\u2019accesso al Collegio doveva essere situato sul lato sud del lotto e attraverso la portineria si accedeva al cortile interno, posto parallelamente al cortile delle scuole. La Chiesa era collocata in un angolo del lotto secondo la soluzione generalmente accettata ed utilizzata in tutte le soluzioni tipologiche gesuitiche. Il Collegio, corrispondente all\u2019odierno, sorse grazie all\u2019operosit\u00e0 di cinque pionieri: padre Soto, primo Rettore, il padre Nicola Faranda, consultore del Rettore, i padri Nicola Bonafede e Juan Philippo Cassino e il padre Faraone, nobile messinese. Esso cominci\u00f2 a funzionare a pieno regime solo nel 1590.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come sosteneva Filippo Iappelli, direttore della rivista dei Gesuiti \u201cSocietas\u201d, a quel tempo si distinguevano collegi di categoria inferiore, media e superiore o universitaria. Il Collegio reggino apparteneva alla categoria inferiore con una classe di grammatica (oggi una buona scuola media), una di umanit\u00e0 (il ginnasio) ed un corso di retorica (un buon liceo classico).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1599 un terremoto danneggi\u00f2 gravemente la struttura del Collegio tanto da pensare addirittura ad una chiusura. Come riferiva lo Schinosi, vista la carenza di fondi, rimedi\u00f2 all\u2019urgente bisogno il Re Filippo di Spagna che impose al Vicer\u00e9 di Napoli di sgravare per qualche tempo dal pagamento delle imposte i Gesuiti di Reggio e di donare loro 1000 scudi. Con tale sussidio e grazie alle consistenti donazioni di tanti cittadini il Collegio prosegu\u00ec a vivere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con alterne vicende i padri Gesuiti tennero il Collegio fino al 03 novembre 1767, quando il loro Ordine fu soppresso dalla monarchia borbonica per Regio Editto. Ci\u00f2 mise in crisi il Collegio ma l\u2019istituzione era ormai troppo radicata nel tessuto cittadino perch\u00e9 potesse essere soppressa e dunque fu trasformata in scuola pubblica con insegnanti laici per lo pi\u00f9 letterati, notai, storici, saggisti di fama come il prof. Roscitano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1801, la gestione del Collegio pass\u00f2 ai padri Basiliani dell\u2019ex Convento di San Nicola di Calamizzi. Completata la ristrutturazione dello stesso per i gravi danni provocati dal terremoto del 1783, l\u2019abate Fortunato Smorto poteva inse- diarsi come primo rettore del nuovo <em>Collegio de\u2019 Nobili<\/em>, facendo porre sul frontone la seguente epigrafe, oggi perduta: \u201c<em>d.o.m. coenobium monachorum sub divi Basilii Magni regulam-et regale collegium adolescentibus erudiendis-in loco et supera rudera attributa-ex munificientia clementissimi invictissimique Ferdinandi IV inaedificatum-curante presule abbate-et archimandrita D. Fortunato Smorto-ex fundamentis an. MDCCCI\u201d. <\/em>Pochi anni pi\u00f9 tardi, anche i Basiliani venivano espulsi come i loro predecessori ed il Collegio diveniva ospedale militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 16 luglio 1810 fu emanato il decreto regio n\u00b0 700 col quale venne istituita a Reggio, presso il soppresso convento dei Basiliani, una scuola secondaria di prima classe. Successivamente il decreto n. 1146 del 29 novembre 1811 stabiliva i vari gradi di insegnamento: elementare, secondario e universitario. L\u2019insegnamento secondario, distinto in I e II grado, era quello dei collegi e dei licei. Tra licei e collegi le differenze d\u2019 insegnamento erano quasi inesistenti:in entrambi le materie insegnate erano Grammatica, Umanit\u00e0, Retorica e Poesia, Filosofia, Matematiche pure e miste, Antichit\u00e0 Greche e Latine,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7319\" src=\"https:\/\/www.convittocampanella.edu.it\/wbs\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/storia_convitto_03-208x300.jpg\" alt=\"storia_convitto_03\" width=\"208\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.convittocampanella.edu.it\/wbs\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/storia_convitto_03-208x300.jpg 208w, https:\/\/www.convittocampanella.edu.it\/wbs\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/storia_convitto_03-180x260.jpg 180w, https:\/\/www.convittocampanella.edu.it\/wbs\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/storia_convitto_03.jpg 388w\" sizes=\"auto, (max-width: 208px) 100vw, 208px\" \/>Storia e Geografia. Le differenze esistevano probabilmente solo nei metodi. Ben presto, per\u00f2 questa distinzione non ebbe pi\u00f9 gran valore a causa di un\u2019ottima innovazione che prevedeva per ogni liceo e collegio l\u2019aggiunta di insegnamenti di carattere professionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Regio Decreto n. 1632 del 18 febbraio 1813 istituiva a Reggio il primo Liceo, trasformando l\u2019antico Collegio in una struttura pi\u00f9 mo- derna, di cui era primo rettore il canonico Giovanni Ramirez e in cui insegnava tra gli altri il celebre umanista Diego Vitrioli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo una breve seconda occupazione militare (1847\/1848), la scuola dal 1 febbraio 1850 tornava in gestione ai Gesuiti cos\u00ec come stabilito dal decreto del 30 novembre 1849, che la tennero fino all\u2019arrivo di Garibaldi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l\u2019avvento dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia, nel 1861, il Governo provvide al ri- ordino dell\u2019istruzione secondaria e alla trasformazione dei vecchi istituti in licei ginnasiali con annessi convitti e l\u2019istituto divenne Real Liceo e Convitto \u201cTommaso Campanella\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Primo rettore fu il piemontese Giovanni Avico, giovane ex sacerdote. Nel 1902 avvenne la divisione delle cariche tra Convitto e Liceo: primo Rettore del Convitto era il prof. Romualdo Adilardi; Preside del Liceo Classico il prof. Oreste Dito.Bench\u00e8 divise le cariche di Rettore e Preside,il Liceo continuava a dipendere dal punto di vista finanziario e am- ministrativo\u00a0 dal Convitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il terremoto del 28 dicembre 1908 ridusse Reggio e Messina ad un cumulo di macerie. Il terremoto provoc\u00f2 la distruzione dell\u2019edificio e la morte dei professori: Vincenzo Balbi e Gaetano Sollima e del bidello Giuseppe Sacco. I locali utilizzati dal Liceo risentirono molto delle gravi conseguenze di quel disastro, divenendo inagibili e causando la chiusura del Convitto. Il prof. Pasquale Aldinio, Real Provveditore agli studi, promosse la brillante iniziativa di aprire il Ginnasio inferiore o Ginnasietto, che venne situato in un baraccamento offerto dal Comitato Veneto-Trentino e le lezioni ricominciarono il 5 aprile 1909, mentre il Convitto, la cui ricostruzione era, ovviamente, pi\u00f9 complessa per via dei dormitori, delle mense fu sospeso fino al 1911.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sera del 3 dicembre 1913 un violento incendio distrusse il baraccamento, cos\u00ec come riportato dal giornale reggino \u201cL\u2019alba\u201d del 6 dicembre 1913. Complici le difficolt\u00e0 della guerra, la realizzazione dell\u2019attuale edificio, intrapresa nel 1916 dall\u2019Amministrazione Provinciale presieduta dall\u2019ing. Pasquale Reitany, doveva attendere fino al 1926. Con decreto 1410 del 22 ottobre 1931 il Ministero autorizz\u00f2 i Convitti Nazionali ad istituire corsi parificati.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-7320 \" src=\"https:\/\/www.convittocampanella.edu.it\/wbs\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/storia_convitto_04.png\" alt=\"storia_convitto_04\" width=\"701\" height=\"243\" srcset=\"https:\/\/www.convittocampanella.edu.it\/wbs\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/storia_convitto_04.png 1001w, https:\/\/www.convittocampanella.edu.it\/wbs\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/storia_convitto_04-300x104.png 300w, https:\/\/www.convittocampanella.edu.it\/wbs\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/storia_convitto_04-768x266.png 768w, https:\/\/www.convittocampanella.edu.it\/wbs\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/storia_convitto_04-180x62.png 180w\" sizes=\"auto, (max-width: 701px) 100vw, 701px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Convitto di Reggio fu istituito cos\u00ec il primo corso ginnasiale sotto il Rettore Mansuino. Nell\u2019anno 1932\/1933, sotto il Rettorato del Dr. Trapani Zuaro, venne deliberata per l\u2019anno successivo, l\u2019istituzione della seconda classe ginnasiale. Durante la IIa guerra mondiale, il Convitto rimase chiuso: l\u2019attivit\u00e0 riprese nel 1949 sotto il rettorato del prof. Ubaldo Greco. Con la Legge n. 150 del 9 marzo 1967, le scuole parificate annesse al Convitto divenivano statali. Nel 1987 si aveva l\u2019istituzione del secondo corso di Liceo classico, che nel 1992 veniva trasformato in Liceo Sperimentale. Mal- grado la sua travagliata storia dovuta soprattutto a motivi logistici il Convitto \u00e8 stato, \u00e8 e sar\u00e0 sempre, un\u2019istituzione in continuo movimento, una \u201cpostazione d\u2019avanguardia didattica\u201d, il luogo d\u2019elezione dove \u201csperimentare\u201d e, quando il Rettore Prof. Carmelo Maccarrone propose al Collegio Docenti l\u2019istituzione di un nuovo corso che sviluppasse la di- mensione europea dell\u2019insegnamento mettendo a confronto le diverse culture e civilt\u00e0 comunitarie, la \u201csfida\u201d venne ac- cettata con grande entusiasmo. Era l\u2019anno scolastico 1995\/96 quando M.P.I. autorizzava con decreto n\u00b0 849 del 27 feb- braio 1995, il primo ciclo quinquennale di Liceo Classico Europeo, una maxisperimentazione istituita nel 1993 come \u201cScuola di Eccellenza\u201d nata dalle strategie delle politiche comunitarie nel campo dell\u2019istruzione delineate a Maastricht nel 1992. Se nel 1540 quando Niccol\u00f2 Bobadilla istitu\u00ec il glorioso Collegio dei Gesuiti reggino (oggi Convitto Nazionale) la nostra citt\u00e0 fu investita da un Umanesimo pi\u00f9 fresco ed innovatore che la dest\u00f2 da un lungo sonno medioevale nel 1995, a chi il Convitto \u201clo viveva\u201d e \u201clo amava\u201d, sembr\u00f2 di ritrovare la stessa realt\u00e0 viva e pulsante di quell\u2019epoca, una \u201crinascita\u201d didattica che potesse rilanciare un\u2019Istituzione di grande valore e contribuire in modo incisivo all\u2019evoluzione socio-culturale della citt\u00e0. La \u201csfida\u201d era dunque iniziata ma non senza difficolt\u00e0 a causa dei gravi problemi strutturali che viveva l\u2019edificio, aggravati da un nubifragio che provoc\u00f2 nell\u2019ottobre nel 1996, il crollo dei tetti del piano superiore e il conseguente sequestro dei locali da parte della Magistratura fino alla met\u00e0 del gennaio 1997.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ferma e caparbia \u00e8 stata per\u00f2 la volont\u00e0 del Rettore Prof. Maccarrone e dei suoi successori Prof. Salvatore Gioia e Prof.ssa Vera Zito, cos\u00ec come quella del personale docente e non docente, degli studenti e delle famiglie di tenere in vita una scuola tanto antica e prestigiosa e di dar corso all\u2019innovazione didattica cos\u00ec che, malgrado tutto, la scuola \u00e8 sopravvissuta e cresciuta, trovando nella grande capacit\u00e0 manageriale e didattica del Rettore Dr.ssa Francesca Arena, Dirigente scolastico dal 2012\/13, la soluzione ai tanti problemi di ordine pratico e organizzativo e uno slancio d\u2019innovazione didattica e culturale che ha fatto riacquisire al Convitto e alle sue scuole annesse un ruolo di primo piano che questa scuola, la pi\u00f9 antica della citt\u00e0, merita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi sia la scuola primaria che la secondaria di I\u00b0 grado e il Liceo classico hanno livelli di ottima qualit\u00e0, in particolare il Liceo Classico Europeo, nel contesto della riforma dei cicli, si presenta come la pi\u00f9 completa e moderna offerta formativa. Il suo piano di studi \u00e8, infatti, pensato in funzione di un ampliamento degli studi classici (materie di studio, contenuti disciplinari, impegno orario giornaliero) nell\u2019intento di offrire una formazione ancora pi\u00f9 completa che integri le tre forti Aree Culturali che lo caratterizzano: Umanistica, Linguistica e Scientifica, realizzandone una sintesi armonica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La residenzialit\u00e0 ed il tempo prolungato fanno del Convitto il luogo d\u2019elezione in cui il Progetto Liceo Classico Europeo, pu\u00f2 trovare la sua realizzazione, poich\u00e9 \u00e8 la semiconvittualit\u00e0 o la convittualit\u00e0 che, grazie alla sinergia tra educatori, docenti e tutto il personale della scuola, favorisce la progettualit\u00e0 didattica, la produzione di performances artistico-teatrali di grande livello, promuove gli stages all\u2019estero e gli scambi interculturali con ragazzi di tutto il mondo e permette cos\u00ec il raggiungimento di obiettivi educativi e relazionali atti ad abbattere ogni frontiera, anche sul piano della formazione indivi- duale, culturale e professionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Liceo Classico Europeo fornisce, dunque, una formazione completa, integrata, personalizzata, rispondente a quanto previsto dalle linee guida della Riforma di cui alla legge n\u00b053\/03.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 1 settembre 2007 una parte dei locali ristrutturati sono tornati al Convitto che comincia a rivivere prestigiosamente. Nel 2008\/2009 sono completati il Rettorato, gli uffici, il lato prospiciente la via Aschenez e l\u2019edificio \u00e8 riconsegnato nella sua maestosit\u00e0 e bellezza al Convitto e alle scuole annesse. Dal 2010 sono in funzione anche le aree ludiche e il lato sud del secondo piano.\u00a0 Dal 2012 tutte le aule sono fornite di LIM (Lavagna interattiva multimediale) o di video touch screen e le palestre sono state dotate di attrezzature moderne e all\u2019avanguardia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-7322\" src=\"https:\/\/www.convittocampanella.edu.it\/wbs\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/storia_convitto_06-300x225.jpg\" alt=\"storia_convitto_06\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.convittocampanella.edu.it\/wbs\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/storia_convitto_06-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.convittocampanella.edu.it\/wbs\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/storia_convitto_06-180x135.jpg 180w, https:\/\/www.convittocampanella.edu.it\/wbs\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/storia_convitto_06.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>\u00a0 \u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-7321\" src=\"https:\/\/www.convittocampanella.edu.it\/wbs\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/storia_convitto_05-300x240.jpg\" alt=\"storia_convitto_05\" width=\"300\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/www.convittocampanella.edu.it\/wbs\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/storia_convitto_05-300x240.jpg 300w, https:\/\/www.convittocampanella.edu.it\/wbs\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/storia_convitto_05-180x144.jpg 180w, https:\/\/www.convittocampanella.edu.it\/wbs\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/storia_convitto_05.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>STORIA DEL CONVITTO La storia del Convitto comincia nella seconda met\u00e0 del Cinquecento, quando Reggio viveva un periodo di transizione all\u2019indomani del Concilio di Trento: incursioni turche, diffusione dell\u2019eresia valdese, depressione dell\u2019economia rurale erano gli elementi di maggiore rilievo nel quadro generale della situazione cittadina. 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